#TREVIGLIO: ALCOL E DROGA, GIOVENTÙ CHE BRUCIA


Le notizie sulla diffusione delle sostanze stupefacenti e di alcol tra i ragazzi delle nostre scuole - e Treviglio è in prima linea - ci devono scuotere da un atteggiamento comprensibile ma in qualche modo complice: quello di far finta di niente e di sminuire, limitandosi a pensare che “non riguarda me”, non la scuola di mio figlio, non il mio quartiere.

Il tema è balzato alle cronache con gli interventi repressivi prima da parte dei carabinieri, addirittura all’interno delle aule scolastiche, poi da parte della guardia di finanza nei locali della movida trevigliese. Interventi che hanno mostrato la serietà e l’inderogabilità della legge ma che certamente non hanno risolto il problema, perché la droga semplicemente non viene più portata a scuola o al bar ma consumata da qualche altra parte.

I dati provinciali sono allarmanti e Treviglio non è certo da meno: il 55% degli studenti minorenni dichiara di aver consumato alcol negli ultimi 30 giorni; il 33% dei ragazzi ha riferito che almeno una volta nell’ultimo mese ha assunto 5 o più bevande alcoliche di seguito. I danni per la salute sono evidenti, così come il rischio di sviluppare una dipendenza.

Per un tema come questo serve l’ impegno di tutti, davvero bipartisan, senza polemizzare con chi ha maggiori responsabilità istituzionali perché tutti abbiamo responsabilità, e tutti siamo coinvolti.

La droga è un crocevia dal quale passano tanti problemi della nostra società: la disoccupazione, l’incertezza per il futuro, la violenza familiare, la ludopatia, il gioco d’azzardo, solo per fare degli esempi.

Poco importa che la droga sia a monte o a valle di queste piaghe sociali. Tutto fa sistema e contro questo sistema occorre mobilitare le forze positive della nostra società, che sono tante e possono fare molto più di quanto non si creda.

La mia proposta è quella di istituire un gruppo di lavoro, non come quelli avviati dal sindaco Juri Imeri per dare suggerimenti agli assessori sistemando qualche candidato non eletto, ma una vera rete, che si occupi di questi temi coinvolgendo anche le scuole, le associazioni sportive, i gestori dei locali con lo scopo di promuovere attività concrete di prevenzione e contrasto all’uso di sostanze stupefacenti e alcol. Ci sono tanti progetti che la città può mettere in campo e l’amministrazione, a mio parere, può essere la “cabina di regia” di una comunità che si prende carico degli adolescenti e del loro futuro.

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