DISSANGUATA


Nei giorni scorsi, dopo diverso tempo, ho fatto gli esami del sangue e non so se ho sofferto più io o il mio portafogli: 68 euro per esami di routine in un Ospedale Pubblico! Così non si può andare avanti, mi sono detta. Per fortuna mi posso permettere la spesa ma come può fare un pensionato o una famiglia con un reddito minimo? La sanità non può essere un lusso, riservato solo a chi se la può permettere. I ticket in Lombardia sono più cari della media nazionale, sono allineati a quelli delle altre Regioni solo se ci si rivolge alle strutture pubbliche, mentre nelle strutture private accreditate, che nella nostra Lombardia assorbono gran parte della domanda, sono nettamente più costosi rispetto al resto del Paese. La mia idea di sanità è all'opposto: un diritto accessibile a tutti. E sarebbe già possibile #faremeglio, basterebbe togliere il superticket (la parte di ticket sulle prestazioni di competenza della Regione) come promesso l'anno scorso e mai realizzato. Maroni nel 2016 ha lanciato una grande campagna pubblicitaria senza avere prima accantonato le coperture economiche per il triennio, così si è rimangiato integralmente la promessa, lasciando il balzello anche per il 2017 unico anno in cui invece le coperture le aveva davvero trovate. Anche l'impegno a rimodulare il superticket per fasce di reddito, assunto dal Consiglio Regionale alla unanimità, è rimasto carta morta. Ora mi aspetto che in vista della campagna elettorale la promessa verrà riproposta, guarda caso dopo che per sette anni non si è fatto nulla.

Sulla salute non si può scherzare: la politica deve prendersi l'impegno di una sanità accessibile a tutti ma non basta, poi lo deve anche mantenere

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