TREVIGLIO: AD AGOSTO CI VORREBBE LA UMARÉL CARD

Peggio di un magnete, peggio di un barattolo di Nutella in un giorno di pioggia. Non c'è attrazione maggiore di quella tra anziani e un cantiere edile. E la sindrome dell'Umarél, così in bolognese si indicano i pensionati che braccia conserte dietro la schiena fissano estasiati muratori e carpentieri al lavoro, dispensando poi i loro consigli. Un termine che ha fatto fortuna perché l'Umarèl non conosce latitudine. Proprio da Bologna arriva ora la novità. Se l'attrazione c'è ed è irresistibile perché deve essere gratis? E' nata così la cosiddetta Umarèl card, con cinque euro il pensionato di turno ha il diritto per un giorno di seguire il cantiere da vicino. Un vantaggio indiretto per tutta la comunità: l'anziano non rimane in giro sotto il sole che durante l'estate picchia forte.

Il cantiere in questione è quello di San Petronio, la basilica cittadina, e l'iniziativa al di là delle ironie, vuole in realtà aiutare a finanziare il restauro. Involontariamente però sottolinea un problema importante che tocca fortemente anche Treviglio. Nella stagione torrida gli anziani sono la categoria che patisce di più il caldo e rischia di subirne le conseguenze più gravi. Proprio nel momento di massimo bisogno questa parte della popolazione si trova però ad essere più isolata. Non solo parenti e conoscenti partono per le ferie ma tutte le attività pubbliche si fermano. D’inverno, le iniziative sono numerose, si va dall’Università della terza età alle palestre, al teatro, al ballo.

Poi, tutte insieme, cessano proprio quando arriva il caldo. L'unica possibilità per dar loro un punto di ritrovo sembrerebbe istituire anche a Treviglio una Umarèl card per sfruttare il cantiere di piazza Setti. Giusto? No di certo. Sarebbe ora invece di fare meglio e chiedersi cosa può fare un’amministrazione comunale per cercare di attenuare un problema che ha dimensioni sociali e dunque di interesse pubblico? Sindaco Imeri batti un colpo. In fondo si tratta di un periodo breve, un paio di mesi, e i costi sarebbero sostenibili. Forse é più un problema di avere idee e capacità di dialogo con chi i problemi degli anziani li conosce bene. La questione può essere circoscritta a due soluzioni da trovare: un luogo fisico e un minimo di personale cui affidare l’animazione.

Per gli spazi mi pare ci siano diverse soluzioni possibili utilizzando locali centrali (a cominciare dall’ex UPIM), quanto all’animazione, non mancano a Treviglio persone capaci, e associazioni che possono dare un supplemento del loro lavoro invernale. Si può ballare, si possono fare conferenze e incontri anche d’estate.

E perché non pensare anche al rapporto tra i nipoti e i nonni, spesso lasciati soli da genitori che hanno diritto magari a qualche giorno di vacanza?

Non é che l’unica soluzione che una città può offrire ai suoi anziani ad agosto sia quella di andar a vedere i cantieri o i treni alla stazione Centrale, sotto il solleone.

Insomma non é tardi perché Treviglio ad agosto si mostri a misura dei suoi anziani.

In evidenza
Post recenti
Tags