DICHIARAZIONE ANTICIPATA DI TRATTAMENTO: POTER SCEGLIERE È UN ATTO DI CIVILTÀ

Parlo della possibilità di scegliere i trattamenti sanitari e le cure di fine vita.

La legislazione nazionale è lacunosa in materia, ma i Comuni possono in qualche modo sopperire a questa mancanza con l’istituzione del Registro delle Dichiarazioni anticipate di trattamento, le cosiddette “DAT”, chiamate in modo un po’ improprio anche “testamenti biologici”.

 

Come funziona?

Redigo un testamento biologico in cui nomino una persona di fiducia a cui delego le decisioni relative ai trattamenti sanitari indicati nella Dichiarazione anticipata di trattamento, nel momento in cui non possa più esprimere il mio consenso perché incosciente.

Chi può iscriversi al Registro?

Chiunque sia maggiorenne e mentalmente lucido può indicare quali trattamenti sanitari desidera ricevere o rifiutare in caso si ritrovi in condizioni di perdita di coscienza permanente. Per capirci, se si entra in un coma irreversibile e non si è più in grado di esprimere autonomamente quali cure ricevere e quali no.

Cosa succede nel mondo?

Negli USA, una legge simile è stata introdotta già nel 1991 e, successivamente, anche in molti Paesi dell’Unione Europea (Belgio, Danimarca, Francia, Inghilterra, Olanda e Spagna).

E in Italia?

Per l’Italia vale l’art. 32 della Costituzione che recita “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge” e che “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana” ribadendo la necessità che vi sia un’espressione di libera scelta dell’individuo nell’accettare o meno un determinato trattamento sanitario.

Inoltre, il 20 aprile 2017 è stato approvato alla Camera dei Deputati un disegno di legge “in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, che deve essere esaminato al Senato, dove si stabiliscono le modalità di predisposizione e deposito delle DAT.

Al momento, oltre 100 Comuni italiani (tra cui Bergamo, Milano, Torino, Genova, Bologna, Napoli, Palermo) hanno già istituito un registro comunale delle DAT.

 

Cosa propongo?

Ritengo che sia un atto di civiltà fare in modo che venga istituito anche a Treviglio il Registro delle Dat. In attesa che lo Stato approvi una legge a livello nazionale, è importante che i Comuni facciano la loro parte per sostenere e stimolare una normativa che non si può più rimandare. Ecco perché, insieme ai consiglieri del mio gruppo, ho depositato una mozione per chiedere agli altri consiglieri comunali di aderire alla creazione del Registro delle DAT.

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