Pianura futura e la valorizzazione del territorio

Sabato si è tenuta la prima tappa di “Pianura futura”, l'iniziativa della Provincia di Bergamo che vuole programmare lo sviluppo nei prossimi anni della cosiddetta Bassa bergamasca. Già questo primo convegno, tenutosi a Treviglio ha evidenziato con chiarezza che davvero c’è da #Faremeglio, soprattutto nel ruolo da affidare a Treviglio, che questo sviluppo dovrà guidarlo.

I dati presentati da Confindustria Bergamo sono stati impressionanti e senza possibilità di equivoci: il motore dello sviluppo economico è tutto a sud della grande Bergamo. Anzi, più si scende dal capoluogo verso la pianura e più si accentuano gli indici di crescita: è qui da noi che aumenta l’occupazione qualificata, che l’export bergamasco dialoga davvero con il mondo e che la capacità di crescita aumenta.

Mentre infatti nei due terzi di Provincia occupati dall’area montana e dalla grande Bergamo l’export c’è ma è casalingo, resta quasi a kilometro zero, la pianura spedisce merci e prodotti davvero in tutto il mondo.

Le testimonianze delle aziende presenti al convegno sono state illuminanti. La Same ha ricordato che a Treviglio sta il cervello dell’azienda: qui fa ricerca e innovazione al punto da voler investire nella formazione qualificata dei giovani. La multinazionale dei trattori progetta di finanziare, in accordo con l’Istituto Agrario Cantoni, la ristrutturazione della cascina Ganassina (che della scuola agraria è il laboratorio a cielo aperto) per lasciare sul territorio competenze che avranno valore nel tempo. E' un progetto prezioso di restituzione al territorio mutuato dalle esperienze anglosassoni. La Stucchi S.p.A, un’azienda famigliare di trevigliesi che ha lo stabilimento lungo la strada per Brignano, esporta il 90% dei suoi prodotti (valvole) ed è presente in sette paesi diversi, dall’Australia al Brasile. Il colosso Amazon ha scelto Casirate attratta dalle infrastrutture che la collegano a tutto il Nord Italia. Qui è già in costruzione il suo nuovo centro di spedizioni e creerà 400 nuovi posti di lavoro.

A fronte di tutto questo, un relatore, Gian Maria Martini, professore dell’Università di Bergamo, dopo essersi lamentato di aver impiegato 40 minuti per venire da Dalmine a Treviglio, ha spiegato che la trasformazione dell’industria e la nascita di nuove professioni ci obbligano a due riflessioni che rappresentano anche le mie convinzioni: la prima è che occorre rafforzare l’occupazione femminile qualificata, la seconda che se vogliamo continuare a crescere abbiamo bisogno di attrarre.

Tutti i relatori hanno evidenziato che la Pianura ha ancora una mobilità critica perché manca una strada a scorrimento veloce che la colleghi sulla direttrice nord-sud. Visto che la Provincia sta lavorando al nuovo Piano territoriale provinciale per il 2018, nel mio ruolo di consigliere comunale, mi impegnerò perché queste istanze vengano ascoltate e il nuovo strumento di programmazione territoriale sia all’altezza della forte realtà d’impresa e di lavoro che è la Pianura bergamasca.

Una nota amara però il convegno l'ha avuta. Mi è spiaciuto vedere che su sedici relatori, a nessuno sia venuto in mente di far intervenire almeno una donna, in un monopolio maschile che non rappresenta già più la realtà istituzionale e imprenditoriale della provincia e che la rappresenterà sempre meno.

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