C'è rifiuto e rifiuto

Uno dice “rifiuti” e pensa alla raccolta e smaltimento di quanto si produce in casa e deve essere eliminato. Ma nel dibattito svoltosi lunedì sera al Consiglio Comunale di Treviglio, il significato di questa parola è stato diverso: il “rifiuto” è stato quello del Sindaco a prendere atto del fatto che se questo costo aumenta (dal prossimo aprile, prendete nota) del 6,6% per le abitazioni e del 4,5% per le attività economiche, una spiegazione convincente la si deve fornire. Tanto più se si rafforza il sospetto che questi aumenti siano dovuti anche al fatto che a Treviglio mancano dai conti quasi 250 mila euro di mancati pagamenti. Nella tabelle vengono definiti “inesigibili”, come a dire: mi arrendo, questi non pagheranno mai (e infatti aumentano nel 2017 rispetto al 2016). Per molto meno, due euro che gli utenti Enel troveranno presto in bolletta per coprire il buco lasciato dai furbetti che cambiano fornitore e lasciano il conto agli altri, si è scatenata nei giorni scorsi una vera e propria ondata di indignazione in rete, amplificata ovviamente dalla campagna elettorale in corso. Anche il Sindaco, l’altra sera, ha cercato di minimizzare, ma il 6,6% non sono due euro e 250 mila euro bisogna recuperali. Quando ho chiesto al Sindaco quale fosse il costo procapite a Treviglio della raccolta, mi ha risposto che si aggira sui 188 euro. Avevo in mano i dati del più autorevole osservatorio sui rifiuti in Italia, quello ISPRA, e gli ho allora fatto presente che per i comuni tra 10 e 50 mila abitanti i costi oscillano tra un minimo di 124 euro e un massimo di 197. Treviglio è dunque vicino ai massimi. Perché questa oscillazione così forte? Perché dipende dall’efficienza del ciclo di raccolta e smaltimento, e che Treviglio – modello “svizzero” del leghismo – sia vicina ai massimi è appunto una prova di poca efficienza. La raccolta differenziata è al 57,95%, ma in tutte le regioni del Nord siamo già al 64,2% e la Provincia di Bergamo è al 72,6%. Il Sindaco dice che non si calcolano i rifiuti raccolti da alcune aziende e in realtà la percentuale sarebbe più alta. Ma che le aziende più importanti evitino di affidarsi ai servizi comunali è già di per sé un fatto negativo. Dunque, c’è molto da fare meglio, anche sulla monnezza.

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