La politica dorme, la natura NO

"L'universo alpino è stato stravolto: sono migliaia i mammiferi, gli uccelli e i pesci morti per la bufera. E i sopravvissuti migrano alla ricerca di cibo e aree meno devastate" (Repubblica di oggi). Tutti abbiamo ancora davanti agli occhi quello che è successo a Treviglio, Caravaggio, Calcio e Cividate. Arriva anche un nuovo appello, questa volta tutto italiano, firmato Greenpeace. La richiesta è molto semplice: il governo dovrà prendere posizione e dichiarare pubblicamente il proprio impegno nell’arginare e combattere i problemi derivanti dai cambiamenti climatici. Il tema dell’ambiente è stato più volte discusso ma, ad oggi, non si vedono iniziative adeguate per la tutela del bene più prezioso e fragile di questo pianeta. Nonostante gli allarmi quello dell’ambiente è un problema ancora drammaticamente sottovalutato. Soprattutto di questi tempi (dal ritiro dal Trattato di Parigi da parte degli Usa al ministro Salvini, che prima vota contro gli accordi sulla tutela del clima in Europa e poi, a disastro avvenuto, addossa la colpa a certi “ambientalisti da salotto”) la mancanza di attenzione ai costanti segnali che ci sta lanciando la terra si accompagna alla negazione e all'ignoranza. Questa non è una sfida per le nazioni o gli Stati, ma per l'umanità. Ci fa riflettere anche su una politica che propone solo di alzare i muri, come se i tifoni si fermassero davanti ai confini nazionali. É una sfida per l'umanità intera, in cui però tutti dobbiamo sentirci chiamati a fare la nostra parte, adeguando i nostri stili di consumo e di vita, anche con piccoli gesti da cominciare subito, senza rinvii e senza alibi. Ora più che mai serve, decisamente, #faremeglio

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