CONTRO LA DISCRIMINAZIONE

Oggi è la giornata mondiale contro le discriminazioni ed è stata istituita per sottolineare il diritto di ciascun individuo di vivere con dignità.

La discriminazione, che è sempre un atto di violenza contro un altro essere umano, non è solo quella che colpisce per la nazionalità, l’età, la disabilità, l’origine etnica, l’orientamento sessuale ma, per molte donne, è anche quella che colpisce chi non rispetta standard estetici definiti dai media e dai modelli culturali prevalenti.

Noi donne ci sentiamo sempre giudicate e molte donne si sentono discriminate sul posto di lavoro a causa del proprio aspetto fisico.

Le donne, troppo frequentemente, sono vittime del “Body shaming”, che discrimina per le forme del corpo.

Il corpo della donna deve essere magro, senza imperfezioni.

Noi donne ci sentiamo sempre giudicate, secondo una ricerca di Adp Italia, ben il 10% delle donne si sentono discriminate sul posto di lavoro a causa del proprio aspetto fisico.

I’International Journal of Obesity ha dimostrato che le donne sovrappeso hanno poche possibilità di trovare lavoro quando si trovano in concorrenza con donne magre.

Ma ciò non basta, non veniamo giudicate solo per la nostra “forma” fisica; la rivista Political Science & Politics ha pubblicato uno studio dove è stato dimostrato che le insegnanti donne vengono valutate e discriminate in base base all’abbigliamento, o al make-up. Dimostrando che, mentre di un insegnante uomo si commenta la personalità, di un’insegnante donna si commenta l’aspetto fisico.

Quanti passi avanti dobbiamo fare ancora, ma cominciamo noi per prime a smettere di giudicare le altre donne e cerchiamo di guardare a ciò che fanno e a ciò che pensano, convinte che il passo avanti di una donna sia un passo avanti per tutte le donne.

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