Giulio Regeni è Trevigliese

Qui potete trovare il mio intervento al Consiglio comunale di Treviglio, dove chiedo l'intitolazione a Giulio Regeni di un'aula studio.


Il 9 dicembre 2020 la Procura della Repubblica di Roma ha notificato la conclusione delle indagini a quattro persone, tutte appartenenti agli apparati di sicurezza egiziani, per il sequestro, le lesioni aggravate e l’omicidio aggravato di Giulio Regeni.

Le indagini hanno ricostruito che Giulio Regeni, ricercatore italiano di 28 anni, il 25 gennaio 2016 è stato prelevato nella metropolitana del Cairo e portato nel commissariato di Dokky, Qui, per nove giorni, il nostro connazionale è stato privato della libertà e gli sono state inferte torture che ne hanno cagionato la morte.

Il 3 febbraio 2016 il suo corpo è stato fatto ritrovare ai margini dell’autostrada che dal Cairo conduce ad Alessandria. Sua madre lo ha riconosciuto dalla punta del naso perché il corpo era completamente sfigurato dalle sevizie alle quali era stato sottoposto per nove interminabili giorni.

Giulio Regeni è il primo civile italiano torturato e ammazzato in tempo di pace.

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Qui non si tratta di discutere delle responsabilità, dei tentativi di insabbiamento, delle prime inverosimili versioni fornite. Quelle competono ad altri, non certo a noi.

Qui si tratta di dire che la città di Treviglio si stringe al dolore dei genitori, avverte l’indignazione per la sorte che è stata riservata a un giovane italiano, si fa portavoce nei valori della nostra Costituzione Repubblicana che vieta il reato di tortura, rivendica che fu proprio un italiano, l’illuminista milanese Cesare Beccaria nel 1764, con il suo libro “dei delitti e delle pene” a contagiare l’Europa con l’idea di un sistema di diritto penale basato sulla legalità e la giustizia senza tortura e pena capitale.

Si tratta di chiedere verità e giustizia per una storia enorme e terribile, che non può rimanere impunita, una vicenda di fronte alla quale non si può restare in silenzio, voltarsi dall’altra parte o accampare scuse.

Chiedo a questo Consiglio Comunale di prendere posizione, di dire ai ragazzi, collocando simbolicamente una targa dedicata a Giulio Regeni dove si ritrovano a studiare, che per la libertà e i diritti politici e civili bisogna raccogliere il coraggio e lottare, in qualunque parte del mondo vengano violati.


Di seguito il testo della mozione presentata

Premesso che:

- Il 3 febbraio 2016 in Egitto nella località di Giza è stato ritrovato il corpo senza vita di Giulio Regeni, ricercatore e dottorando italiano di 28 anni, scomparso dalla capitale egiziana 9 giorni prima, il 25 gennaio;

- il nostro connazionale Giulio Regeni si trovava in Egitto per compiere degli studi sul campo inerenti il dottorato di ricerca in politiche internazionali dell'Università di Cambridge;

- al momento del ritrovamento il suo corpo mostrava chiari segni di tortura;

- nei primi giorni del corrente mese di dicembre la procura della Repubblica di Roma ha chiuso l’inchiesta sull’uccisione del giovane ricercatore friulano, emettendo quattro avvisi di chiusura delle indagini, per altrettanti appartenenti ai servizi segreti del Cairo, con le accuse disequestro di persona pluriaggravato, concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate;

- il Procuratore Capo di Roma ha dichiarato: “Abbiamo fatto di tutto per accertare ogni responsabilità, lo dovevamo a Giulio e all’essere magistrati di questa Repubblica”. E ha inviato un messaggio alla famiglia di Regeni: “Ringrazio la famiglia di Giulio per la tenacia con la quale ha saputo perseguire le proprie ragioni”;

- sul Corriere della Sera lo storico Ernesto Galli Della Loggia, ha ricordato che verso Paola e Claudio Regeni, genitori di Giulio, l’Italia ha un debito enorme e questo debito si può risarcire solo simbolicamente assicurando la memoria di loro figlio nella comunità nazionale. Per questi motivi ha proposto di intitolare a Giulio Regeni una via o un luogo in ogni città d’Italia;

- la proposta ha accolto il consenso trasversale di molti sindaci ed è stata assunta dal Presidente nazionale dell’Anci;

- già il 2 luglio scorso il Consiglio Comunale di Bergamo ha approvato un ordine del giorno prendendo l’impegno di mantenere viva la memoria di Giulio Regeni intitolandogli un luogo pubblico (piazza, via, aula studio e conferenze, biblioteca);

- nella fattispecie è stata individuata la biblioteca del quartiere di Colognola che alla vigilia della giornata mondiale per i diritti umani è diventata “biblioteca civica Giulio Regeni”.


Ciò premesso

Il Consiglio Comunale di Treviglio


Impegna la Giunta e il Sindaco:

1) a individuare un luogo pubblico da dedicare a Giulio Regeni per mantenerne viva la memoria e ricordare il monito dei suoi genitori “i diritti umani non sono negoziabili”.

L’intitolazione di Treviglio potrebbe caratterizzarsi individuando un luogo destinato allo studio e frequentato da giovani come ad esempio la nuova aula che sarà realizzata a breve al piano due dell’immobile ristrutturato nell’ambito dell’intervento “ex Upim”;

2) a chiede al Prefetto la deroga al limite dei dieci anni dalla morte per l’intitolazione di un luogo pubblico.





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