PER UN PUGNO DI... EURO.

Tutta la comunità scientifica internazionale raccomanda l’utilizzo del vaccino antinfluenzale, quest’anno, ancor più che negli anni scorsi.

Il vaccino antinfluenzale è indispensabile al fine di evitare confusione fra i sintomi dell’influenza e quelli di Covid 19.

Se non ci vaccineremo contro l’influenza, aumenteranno coloro che contrarranno questa patologia e, data l’impossibilità di capire, dai primi sintomi, se trattasi di Covid o di influenza, ci vedremo costretti all’ospedalizzazione di un gran numero di persone.

Ospedalizzazione che potrebbe portare velocemente alla saturazione delle strutture ospedaliere con gravi conseguenze a carico dei malati di Covid 19.

l’Agenzia Italiana del Farmaco ha dichiarato che oltre 17 milioni di dosi acquistate dalle Regioni rispondono al fabbisogno, visto che nella stagione precedente ne sono state distribuite 12,5 milioni con una copertura del 54,6% negli over 65.

Certo, questi numeri sarebbero rassicuranti se ci trovassimo in condizioni “normali”.

In tutto ciò, la fondazione Gimbe sottolinea che vi sarà sicuramente un incremento della domanda, ma dichiara altresì che è difficile stimare l’entità di questo aumento, in funzione anche della forte sensibilizzazione dei cittadini in merito alla vaccinazione.

Ad oggi le Regioni hanno ceduto alle farmacie l’1,5% dei vaccini disponibili. Sempre secondo fondazione Gimbe le dosi disponibili potrebbe non bastare e, il vero rischio è determinato dal fatto che, ad oggi, solo un italiano su tre potrà avere il vaccino antinfluenzale.

Stando sempre ai dati della fondazione, in Lombardia, potranno vaccinarsi contro l’influenza solo il 66% dei soggetti a rischio (bambini dai 6 mesi ai sei anni e over 60, oltre a coloro che sono soggetti a patologie croniche definite).

Insomma, veramente poco per una regione che da sempre ritiene di essere un’eccellenza nel settore della sanità.

Numeri ancora peggiori sono forniti dal Corriere della Sera di ieri, secondo cui, le dosi acquistate non basterebbero nemmeno per vaccinare i soggetti a rischio e, a ieri, non era ancora possibile sapere quando partirà la campagna vaccinale in Lombardia.

A tutto ciò va aggiunto che, già lo scorso anno, perciò non in condizione emergenziale, la Lombardia, in Lombardia la copertura vaccinale sulla totalità della popolazione è stata del 49,9%, facendo della nostra regione la quartultima a livello nazionale per la percentuale di cittadini vaccinati.

Il problema, secondo il Corriere, sembra nascere dall’Azienda Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti (ARIA), l’organo che per il governo regionale si occupa di reperire i vaccini dalle aziende farmaceutiche o da intermediari. Già dallo scorso aprile ARIA ha avuto difficoltà a comprare le dosi di vaccino necessarie. Il procedimento funziona a bando: ARIA stabilisce quante dosi vuole e quanto vuole pagarle, e le aziende interessate aderiscono offrendo condizioni migliori oppure proponendo controfferte.

Il primo bando, racconta il Corriere della Sera, fu un fallimento: fu indetto il 26 febbraio ma si presentò un’unica azienda, la britannica Glaxosmithkline, che fra l’altro chiese un prezzo maggiore rispetto a quello che ARIA era disposta a spendere: 5,9 euro per dose, contro i 4,5 euro per dose fissati dal bando. Uno dei problemi degli otto bandi successivi – dei quali solo quattro andati a buon fine – sembra proprio il prezzo troppo basso fissato da ARIA: il Corriere ipotizza che sia stato un «tentativo di risparmiare» che non andò a buon fine.

Già dal terzo bando – indetto quasi tre mesi dopo il primo, a fine giugno – ARIA ha deciso di aumentare il prezzo per ogni singola dose passando a 5,9 euro; ma anche quella gara è andata deserta. Durante l’estate ARIA ha invece raccolto i vaccini che oggi sono disponibili in quattro gare andate a buon fine, ma il problema si è riproposto per il nono bando tenuto a fine agosto, indetto perché le dosi non erano ancora sufficienti: il prezzo fissato da ARIA è più che raddoppiato rispetto al primo bando – si è arrivati a 10 euro a dose – ma nessun azienda ha risposto ai criteri necessari. Il 30 settembre, il giorno successivo al nono bando, ARIA ne ha indetto un altro con gli stessi criteri del nono: si cercavano 1,5 milioni di dosi a 10 euro l’una. L’esito del bando non è ancora noto, ma il Corriere della Sera dice che per ora ARIA ha trovato circa un terzo delle dosi volute, cioè 500mila. Se il bando si concludesse in questo modo, regione Lombardia avrebbe dosi sufficienti per vaccinare solo gli over 65.

Anche in Lombardia si può #faremeglio, non possiamo ignorare gli insegnamenti che il Covid ci ha dato, ed è indispensabile rendere il vaccino disponibile per tutti.

Noi cittadini, dal lato nostro, dobbiamo #faremeglio, indossando sempre la mascherina, quando prescritta, e seguendo tutte le regole dettate dalla comunità scientifica.


In evidenza
Post recenti
Tags